La Fontana di Trevi è stata realizzata lungo
Palazzo Poli dall'architetto Nicola Salvi sotto il pontificato di
Clemente XII intorno al 1735 d.C. La fontana ancora adesso è
alimentata dall'acquedotto Vergine progettato nel 19 a.C. dal
console Agrippa.
Secondo la leggenda si sostiene che il nome "Trevi" derivi da
"Trivia" la ragazza che avrebbe indicato a Marco Agrippa,
genero dell'imperatore Adriano, la sorgente che poi servirà la
fonte.
La parte alta della Fontana di Trevi è decorata da quattro
statue che rappresentano le
quattro stagioni:
nella nicchia al centro, affiancata da colonne corinzie, si trova
l'imponente statua di Nettuno, Dio del Mare, il quale guida un
cocchio a forma di conchiglia trainato da due cavalli marini.
La piazza di Trevi che accoglie la fontana è uno dei
luoghi più affollato dai visitatori, i quali, come la leggenda
dice, lanciano una monetina di spalle nella fontana sperando che
con questo gesto avranno la certezza di tornare ancora una volta a
Roma. Un'altra usanza, una volta molto popolare, era quella che
identificava l'acqua di Trevi come "acqua dell'amore": quando
ancora era possibile berla le ragazze ne davano un bicchiere ai
propri innamorati che partivano; la successiva rottura del
bicchiere era segno di augurio e fedeltà.
Un ultima curiosità è la presenza di un grande
vaso di travertino ( chiamato Asso di coppe ) alla destra della
fontana messo lì dal Salvi per negare la vista dei lavori ad un
barbiere che aveva il negozio li vicino e che continuava a
criticare l'opera dell'architetto; o almeno così dicono le
chiacchiere del tempo…