Via Nazionale fa parte del progetto ( fine 800
) che doveva porre le basi per la creazione di una stazione
centrale con annesso raccordo per il centro città. Il cardinal De'
Merode diede avvio all'acquisto dei terreni circostanti l'area di
Termini e alla realizzazione dei primi edifici nonché della prima
parte della Via Nazionale.
Il Comune di Roma, che rilevò i terreni ed il progetto, portò a
termine le opere prolungando il tracciato fino a Piazza Venezia. La
via ricalca l'andamento dell'antico Vicus Longus, strada che
passando tra le pendici del Viminale e del Quirinale, collegava le
Terme di Diocleziano con l'area dei Fori Imperiali.
Via Nazionale fu così la prima grande strada della capitale,
fiancheggiata da palazzi e negozi, le cui dimensioni ed
architetture dovevano essere un chiaro segnale della trasformazione
della piccola città dei papi in capitale d'Italia.
In seguito alla necessità di collegare la
stazione Termini alla parte popolosa della città si decise un
allargamento dell'arteria ( e il collegamento con Corso Vittorio
Emanuele II ) che ha portato una serie di demolizioni degli edifici
attigui compresi alcuni luoghi di cultura come il Teatro Drammatico
Nazionale